IL girone della Vis Spilimbergo di serie C

Quattro squadre regionali, nove venete e una dell’Alto Adige: è questa la composizione del girone C di serie C in cui è stata inserita la Vis Spilimbergo.

1) VIS SPILIMBERGO

2) CORNO DI ROSAZZO

3) FALCONSTAR MONFALCONE

4) ARDITA GORIZIA

SAN VENDEMIANO

5) ODERZO

6) MONTEBELLUNA

7) CAORLE

8) MESTRE

9) BASSANO

10) VICENZA

11) PETRARCA PADOVA

12) VIRTUS PADOVA

13) VICENZA

14) PIANI BOLZANO

Non ci sarà nessuna promozione diretta al termine della stagione regolare di 26 partite, le prime quattro del girone – assieme ad altre 28 formazioni degli altri gironi a livello nazionale – vanno alla seconda fase, suddivise in otto gironi da quattro squadre. La prima classificata di ciascun gruppo salirà in serie B, le seconde classificate daranno vita a quattro spareggi, le vincenti a loro volta saliranno di categoria. Due, invece, le squadre che retrocederanno. Sulla formula, però, pesa la protesta della Lega, che non condivide quanto  deciso dalla Fip di Roma, per cui i giochi sono ancora aperti.

Trieste e il basket balcanico: dalla grande Jugoslavia allo Jadran in Serie B

tavcarMercoledì, alle 20, presso il centro sportivo “Primo maggio” in Strada di Guardiella 7 a Trieste, si terrà la serata intitolata “Trieste e il basket balcanico: dalla grande Jugoslavia allo Jadran in Serie B”. Oltre al presidente della Fip Fvg, Giovanni Adami, interverranno lo storico telecronista di Capodistria e giornalista di Superbasket, Sergio Tavcar (nella foto), e il presidente dello Jadran Trieste neopromosso in serie B, Marko Ban, che a fine serata riceverà una targa per i risultati raggiunti dalla sua società. Saranno presenti anche diverse autorità della comunità slovena a Trieste fra cui il presidente del Bor, Igor Kocikancic.

 

Il presidente provinciale della Fip Ezio Zuccolo a ruota libera sulla stagione 2013/2014

Chiusa da qualche settimana la stagione 2013/2014  il punto su quello che è stato fatto e che è in programma per la prossima, oltre a un bilancio complessivo, lo fa il presidente provinciale della Fip Ezio Zuccolo (a destra nella foto), uomo di peso, politico ovviamente, notevole e che ha saputo dare una nuova immagine a una federazione locale che erAvona totalmente imbalsamata.

Presidente, un bilancio della stagione.

“Parzialmente negativo a livello senior. Se è vero che il Pienne è andato oltre le aspettative con i play-off di serie B, Spilimbergo e Rorai sono retrocesse  non c’è stata nessuna promozione dalla D”.

Il momento da ricordare?

“Il torneo internazionale under 20 che ha dimostrato la nostra capacità organizzativa, in modo che anche nei piani alti della Federazione si renda conto che siamo pronti e preparati per qualcosa di importante”.

Il momento da dimenticare.

“Mi ha dato amarezza la retrocessione del Rorai, una realtà importante nella città, che ha lasciato tra l’altro la provincia senza squadra ein C regionale”.

Settore allenatori: cosa è stata fatto e cosa c’è in programma.

“Stiamo organizzando a Pordenone un corso per allievo allenatore in programma a fine-inizio settembre. Durante la stagione abbiamo avuto una serie di incontri con coach Ticchi, allenatore di serie A, nell’ambito del progetto Basket e Coach e organizzato un corso Pao con Cesare ciocca del Pienne”.

Settore minibasket.

“Abbiamo avuto un clinc tenuto dal professor Cremonini, responsabile nazione, con oltre 150 istruttori iscritti. E’ un settore in crescita, abbiamo oltre mille bambini che praticano il minibasket, la difficoltà è reclutare bambine, tanto che quelle che ci sono siamo costretti a fare giocare con i maschietti. In autunno poi ci sarà un nuovo corso per istruttori”.

Arbitri.

“Abbiamo fatto, come in ogni stagione, un corso per reclutare nuovi fischietti e ufficiali di campo, stiamo preparando un nuovo gruppo per rimpolpare quello esistente. Le nostre eccellenze sono Wassermann in Lega2, Balducci e Alberto Meneguzzi. Abbiamo poi organizzato un clinic per miniarbitri con ragazzi arrivati da tutta la regione”.

Pordenone per anni è stata la provincia guida in regione a livello giovanile perché vinceva tutto. Ora è diventata l’ultima, possibile che le società non capiscano la necessità di progetti comuni come hanno fatto dalle altre parti per tornare al vertice?

“Alcune cominciano a capirlo. Non è possibile avere squadre di eccellenza se non ci si aggrega, ci si mette insieme, se non si fa gruppo. E’ l’unica strada percorribile, all’interno di idee precise e regole chiare. Dobbiamo imparare che nell’interesse generale bisogna superare i campanilismi e guardare a tutto il movimento oltre le società stesse. Ogni ragazzo deve poter giocare al livello che gli compete: se ha talento deve fare l’eccellenza e giocare con i più forti”.

Il saluto di Ale Panni ai tifosi pordenonesi

panniCiao cari tifosi pordenonesi,
vi scrivo per dirvi che purtroppo l’anno prossimo non sarò più un vostro giocatore e non potrò più giocare in quel Forum che in molte occasioni è risultato il sesto uomo in campo! Sono orgoglioso di aver vestito la maglia e portato i colori della vostra città perché quello passato è stato un anno
magico sia dal punto di vista personale che di squadra. Mi sono trovato benissimo con compagni, staff, tifosi e tutte le persone coinvolte. Penso e spero che chi mi sostituirà sarà all’altezza, perché avrà la fortuna di lavorare e migliorare ogni giorno con il coach Cesare Ciocca. Si, perché il Pienne
ripartirà da lui, la persona più giusta che ci potesse essere: un professionista esemplare, un lavoratore e soprattutto una persona umanamente eccezionale con cui molte volte mi sono confrontato. La società, i tifosi e i miei ex compagni lo dovranno seguire perché potrà portare ancora entusiasmo e vittorie al Forum anche in un girone difficile.. Sono sicuro che il Pienne farà
ancora un buonissimo campionato, anche perché sapere che ogni domenica ci sono 1000 persone a tifare può fare la differenza.. Concludo dicendo che questa esperienza, questo anno passato insieme a voi, mi ha fatto crescere e migliorare da molti punti di vista, quindi quelle che mi porterò dietro
saranno solo cose positive.
Con affetto,  Alessandro Panni

La situazione in casa Pienne vista dal Fiba procuratore Mario Bortoluzzi

ammarioIl “FIBA” procuratore, Mario Bortoluzzi (nella foto), è uno dei personaggi chiave del basket cittadino non solo per la considerevole mole ma per essere il rappresentante della quasi totalità dei giocatori pordenonesi. La procura di Nobile, Varuzza, Colamarino, per citare tre nomi decisamente importanti, gli assegna il ruolo di uomo-mercato per eccellenza per il Pienne. Utile quindi sentire la sua opinione sull’immobilismo della società.

Già contattato e da quali personaggi del Pienne?

ONESTAMENTE CON CESARE CIOCCA CI SIAMO INTERFACCIATI PER QUASI TUTTO L’ANNO, E LO FACCIAMO TUTT’ ORA,MENTRE NEGLI ULTMI GIORNI HO PARLATO ANCHE CON STEFANO DI PRAMPERO CHE E’ IL NUOVO DIRETTORE SPORTIVO.

Come giudichi la riconferma di un professionista come Ciocca? Il tecnico bergamasco può diventare il polo di riferimento tecnico del basket provinciale?

REPUTO CESARE UN GRANDISSIMO PROFESSIONISTA. I RISULTATI,SIA DI MIGLIORAMENTO TECNICO DEI GIOCATORI,SIA LA SETTIMNA POSIZIONE IN CLASSIFICA , SONO ECCEZIONALI QUINDI LA COSA PIU’ NORMALE DA FARE ERA RICONFERMALO,MAGARI PER PIU’ ANNI.

SONO SEMPRE STATO DELL’IDEA CHE UN COACH PROFESSIONISTA SIA MEGLIO DI UN DOPOLAVORISTA, PER MILLE MOTIVI, DAL TEMPO CHE PUO’ PASSARE IN PALESTRA, AL TEMPO PER AGGIORNARSI , E SOPRATTUTTO PUO’ PENSARE SOLO AL BASKET. TUTTAVIA SONO CONTRARIO A UNA SOLA PERSONA DI RIFERIMENTO, MA PIU’TTOSTO VEDREI BENISSIMO CIOCCA INSERITO IN UN POULE CON MAGARI DARIO STARNONI,LIVIO CONSONNI E MARZIO LONGHIN PER I QUALI NUTRO STIMA.(ovviamente stimo anche altri)

Quali i rinforzi ideali per il Pienne?

Dipende un po’ dalle scelte che faranno,certo che la partenza di Panni deve essere rimpiazzata soprattutto per i 16 punti a partita e per le doti umane che ha Alessandro.

Come mai i talenti pordenonesi non hanno molta voglia di emigrare in altre squadre? Si tratta solo di offerte economiche inadeguate oppure ci sono altre ragioni?

BEH QUEST’ANNO MUNER E’ ANDATO A SANVENDEMIANO, MATTIA GALLI A LATISANA, MATTEO VARUZZA HA FATTO UN PAIO DI GIORNI DI PROVA A CHIETI, OVVIO CHE TROVARE UNA SQAUDRA CHE DIA  DEI BUONI RIMBORSI SPESE, PUNTUALI E CHE TI FACCIA GIOCARE MOLTO E’ SEMPRE PIU’ DIFFICILE. POI MOLTI RAGAZZI STUDIANO ( e fanno bene) QUINDI CERCANO SEMPRE DI RIMANERE A GIOCARE VICINO CASA.

Un anno ad osannare Panni e poi il giocatore firma con Orzinuovi e nemmeno un comunicato di saluto, comportamento adeguato?

Pnso e spero che lo faranno, ma non solo per Ale, ma per tutti quelli che non saranno piu’ nel pienne 2014/2015. Conosco bene Orzinuovi,il coach e tutti i dirigenti e sono felice per la scelta fatta.

La prossima stagione la 3SCodenons farà la dng, non sarebbe il caso di inserire nella squadra tutti i migliori under 19 della provincia?

Sono d’accordo, bisogna alimentare il movimento e non disperdere i ragazzi under in mille squadre o addirittura farli smettere di giocare. mi auguro che la 3s faccia cosi’.

Le risposte sono parecchio “politiche” e non può essere diversamente, in fin dei conti Mario Bortoluzzi non può creare frizioni con la dirigenza ma dalle sue dichiarazioni una cosa traspare: non ci sono ancora programmi definiti visto che i dobloni ancora non ci sono!

 

ALESSANDRO PANNI A ORZINUOVI

Alessandro Panni ha firmato per Orzinuovi. La guardia, classe 1991, dopo una fantastica stagione giocata con il Pienne aveva ricevuto molte proposte, la scelta è caduta sulla formazione breciana perchè giocherà per vincere il campionato. Panni sarà la spalla del play Ferrarese, e avrà compito di realizzatore dopo la partenza di Palermo e Bertolini.

Ecco il girone di “ferro” del Pienne

Questa la composizione del girone B del campionato di serie B, già definito come quello di ferro per la presenza di tutte le favorite: Orzinuovi, Montichiari, Udine, Cento e Fortitudo Bologna. In palio una promozione e due retrocessioni.

1) PIENNE

2) APU UDINE

3) JADRAN TRIESTE (neo promossa)

4) ARZIGNANO VICENZA (neo promossa)

5) VIRTUS BERGAMO (neo promossa)

6) URAMIA MILANO

7) LECCO

8) ORZINUOVI

9) MONTICHIARI

10) CREMA (neo promossa)

11) COSTA VOLPINO

12) DESIO (neo promossa)

13) PIACENZA

14) LUGO

15) CENTO

16) FORTITUDO BOLOGNA

IL SALUTO DELLA VIS A COACH CRISTIAN BRAIDOTTI

braidottiL’ A.S.D. pallacanestro Vis Spilimbergo comunica che Cristian Braidotti (nella foto) non fará più parte dello staff tecnico per la stagione 2014/2015.

Si interrompe così dopo due stagioni di proficua collaborazione e soddisfazione reciproca per l’operato svolto fra prima squadra e settore giovanile il rapporto fra la società mosaicista e il coach cividalese, in procinto di accasarsi a Montichiari in Dnb.

La Vis tutta augura le migliori fortune a Cristian per questa nuova avventura e il prosieguo della propria carriera

Mattia Galli a Latisana

IMG_7417Mattia Galli, guardia del m1992 di 195 centimetri, lascia il Pienne e va a Latisana, in C regionale. Anzi, torna a Latisana, dove vi aveva già giocato una stagione da ragazzino.Galli aveva sul tavolo altre proposte, vedi Caorle, Spilimbergo, Codroipo, ma ha preferito il club di coach Iurich, che con lui aggiunge un crac per la categoria.

E’ GIANLUIGI GALETTI IL NUOVO ALLENATORE DELLA VIS GRAPHISTUDIO SPILIMBERGO

“L’ A.S.D. Pallacanestro Vis Graphistudio Spilimbergo comunica di aver raggiunto l’accordo per la prossima stagione con Gianluigi Galetti, che diventa così il nuovo coach della compagine mosaicista”.

Il tecnico forlivese inizia la sua carriera nel settore giovanile della propria città, dove ricoprirà il ruolo di assistant coach per quattro anni fra A1 e A2. Dopo le stagioni da head coach a Lugo, Macerata e Faenza, accetta la chiamata in B2 di Riva del Garda nel 1997 dove apre un ciclo destinato a durare sino al 2002, che culmina con due semifinali playoff. Siede poi per due anni sulla panchina di Casale Monferrato in B1, e successivamente su quella di Senigallia, prima di tornare nuovamente sulla panchina rivana per altre due stagion. Seguono le esperienze in B dilettanti a Ravenna, Faenza, Scauri, Palestrina, fino all’ultima esperienza in quel di San Severo.

Clinic Pao a Trieste il 31 luglio

La Fip Fvg e il Cna Fvg informano che, in occasione della permanenza della Nazionale italiana di basket a Trieste, alcuni componenti dello staff tecnico azzurro saranno i relatori ad un Pao per allenatori che si terrà giovedì 31 luglio prossimo, dalle 20, al palaTrieste Cesare Rubini. I relatori saranno il preparatore fisico, Lorenzo Taliento, che illustrerà il tema “Gli aspetti fisici della difesa in post basso” e l’assistente allenatore, Luca Dalmonte, che parlerà delle “Opzioni difensive in post basso”. Il Pao darà diritto a 3 punti per la stagione sportiva 2014/2015, ma la lezione suddetta, sempre con l’accredito di 3 punti, potrà essere utilizzata anche e solamente per l’annualità 2013/2014 per quegli allenatori che non hanno acquisito gli accrediti necessari al rilascio della tessera gare per la nuova stagione ormai alle porte.

 

MASSIMO FONTANINI

Ufficio Stampa & Comunicazione

Comitato Fip Fvg

www.fip.it/friuliveneziagiulia

Stefano Di Prampero è il nuovo direttore sportivo del Pienne. La società vara il codice etico

Stefano Di Prampero (nella foto) , uno dei giocatori più forti prodotti dal cestismo pordenonese, passatore irreale, è stato nominato direttore sportivo del Pienne. Collaborerà direttamente con il coach Cesare Ciocca, anche sul paino tenico. Dopo aver giocato con gli Amici del Basket, la Pallacanestro Pordenone e Sacile, Di Prampero è al suo primo incarico dirigenziale nel mondo del basket. La società ha poi varato un piano etico, volendo dare una nuova immagine. Questo il comunicato del club con cui annuncia le novità e la prima parte dell’organigramma.

Presidente: VALTER SANTAROSSA

General manager: TULLIO COLICCHIA

Direttore Sportivo: STEFANO DI PRAMPERO

Team Manager. VASCO SANTAROSSA

Addetto Stampa. MAURO GASPAROTTO

Allenatore: CESARE CIOCCA

Assistenti: CARLO TISON  e ANDREA VICENZUTTO

ETICA. Questa parola accompagna una svolta epocale nella gestione del business sport. Oggi il gruppo di lavoro Pienne Basket 2014 è formato solo ed esclusivamente da persone integre moralmente e socialmente con una forte propensione al lavoro di gruppo ed alla collaborazione.

ONESTA’. Altra svolta; nessuno del gruppo di lavoro ha interessi economici, politici e sociali tali da modellare la struttura è la gestione societaria tali da produrre proventi personali; unico scopo far funzionare la pallacanestro a Pordenone.
TRASPARENZA. L’intera gestione sarà assolutamente trasparente e chiunque tra gli sponsor potrà verificare come è quando vengono spesi i soldi; inoltre potrà suggerire modi migliori e convenienti al fine di gestire al meglio qualsiasi spesa effettuata.

IDENTITA’ DI VEDUTE. Tutte le persone che collaborano avranno la stessa missione di serietà,  onestà e trasparenza senza eccezione alcuna; chi dovesse disattendere a tali requisiti sarà immediatamente allontanato.
LOGO. E’ allo studio un nuovo logo più impattante e a forte impatto comunicazionale.
MASCOTTE. Tre disegnatori professionisti stanno disegnando tre modelli di mascotte allo scopo di avvicinare sempre più i piccoli alla pratica dello sport; tale mascotte sarà poi realizzata e avrà vita all’interno del Palazzetto durante le gare per eventi e animazioni; verranno veicolati due referendum sui ragazzi che frequentano il Forum che prima decideranno quale delle tre mascotte sarà il futuro del basket pordenonese e poi il suo nome.

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MATERIALI MARKETING. Verranno realizzate polo, shirt,  felpe, zainetti e sciarpe da far acquistare ed omaggiare sia durante le gare che durante la campagna abbonamenti;

 

La rosa non c’è ancora, ma intanto il Pienne si ritrova al Forum. Con il gruppo anche Gianluca Giorgi, Federico Di Prampero e Mattia Ciman

Non esiste ancora la rosa per la prossima stagione,  il solo Cesare Ciocca ha il contratto ma perchè rimanga dipenderà da che titpo di squadra farà la società, non ancora i suoi due assistenti Carlo Tison e Andrea Vicenzutto e neppure i giocatori della passata stagione, Colamarino, Varuzza, Panni, Zambon, Bosio, Ferrari e Nata (Muner è andato a San Vendemiano, Galli anndrà in C). Gli unici tesserati per la società sono dunque quelli per limite di età, cioè il 1994 Francesco Rizzetto, i 1995 Nobile e Begiqi. Nonostante questa situazione il Pienne si ritrova oggi con Ciocca per dei test atletici (Forum ore 17.30), mentre per domani mattina è prevista una sessione di allenamento a cuis aranno presenti anche Gianluca Giorgi, un’ala-pivot di 202 centimetri del 1995 (a destra) di Pontedera, dove ha militato con la locale squadra di serie C chiudendo con 10 punti di media a partita con un massimo di 32 contro Civitanova. Altra presenza in più sarà quella di Federico Di Prampero, anche lui del 1995 ma play-guardia (a sinistra), che ha già giocato a giugno un’amichevole con il Pienne. Il suo obiettivo in realtà è trovare collocazione in Lega2, ma non è detto che non possa fermarsi in città per avere un alto minutaggio nin attesa di una chiamata futurta. Presente anche Mattia Ciman, guardia del 1993 (al centro), già in rosa un paio d’anni fa, poi a San Vendemiano in Dnc e la passata stagione per un pugno di parite a Rorai prima di finire ad allenarsi con Brescia di Lega2DipramperoGiorgiCiman Mattia, con cui ha giocato una serie di amichevoli realizzando anche 15 punti contro gli Svizzeri del Losanna.

Europei under 20: la Francia è campione d’Europa. Ottimo terzo posto per l’Italia

Finale 1°-2° posto

Spagna – Francia 42-47 d1ts ( 9-6, 20-14, 22-26, 34-34)
SPAGNA: Romero 9 (3/11, 1/5), Rodriguez 8 (3/8, 0/2), Gari ne, Arrojo 2 (1/6, 0/2), Esparcia (0/1), Lizarazu 15 (3/8, 2/3), Montoliu (0/1 da tre), Pujol ne, Quevedo 2 (0/4, 0/2), Faussurier, Zaragoza, Ndour 6 (3/7, 0/1). All. Caula Paretas.
FRANCIA: Paget 2 (1/2), Badiane 13 (3/5, 2/8), Turcinovic 6 (1/6, 0/5), Epoupa 12 (4/7, 0/2), Touré 6 (0/1, 2/7), Djaldi-Tabdi 4 (2/15), Fagnez ne, Elenga (0/2), Millavet ne, Mané (0/1, 0/1), Gaye 4 (1/6), Sissoko (0/1). All. Fournier.
ARBITRI: Chernova (RUS), Forsberg (DEN) e Martinescu (ROU).
NOTE Uscite per 5 falli: Lizarazu (45′). Tiri da due: Spagna 13/45, Francia 12/46. Tiri da tre: Spagna 3/16, Francia 4/23. Tiri liberi: Spagna 7/10, Francia 11/14. Rimbalzi: Spagna 42 (Romero 11), Francia 59 (Djaldi-Tabdi 15). Assist: Spagna 8 (Romero 6), Francia 7 (Epoupa e Touré 3).

Finale 3°-4° posto

Italia – Serbia 68-63 (15-18, 32-31, 51-50)
ITALIA: Milazzo 11 (1/8, 1/6), Bonasia 3 (0/3, 1/1), Gambarini 16 (7/10), Orazzo (0/1 da tre), Reggiani (0/1), Crudo 14 (1/4, 4/9), Peresson 3 (0/2, 1/2), Ramò ne, Penna 5 (1/6, 1/1), Nicolodi (0/2), Barberis 4 (1/2, 0/1), Ercoli 12 (4/9). All. Molino.
SERBIA: Corda, Crvendakic 12 (1/5, 1/3), Vidakovic, Nikolic ne, Stepanovic ne, Topuzovic 16 (6/8, 1/2), Stanacev 9 (1/5, 0/2), Vuckovic 3 (0/4, 1/2), Jankovic ne, Mandic 15 (3/6, 2/5), Stankovic 8 (3/8), Boskovic ne. All. Polenek.
ARBITRI: Lovsin (SLO), Delauné (FRA) e Zapolski (POL).
NOTE Fallo antisportivo: Corda (10′), Milazzo (38′). Uscite per 5 falli: Stanacev (40′). Fallo tecnico ed espulsione per il coach della Serbia.
Tiri da due: Italia 15/47, Serbia 14/36. Tiri da tre: Italia 8/21, Serbia 5/14. Tiri liberi: Italia 14/18, Serbia 20/28. Rimbalzi: Italia 37 (Ercoli 10), Serbia 42 (Topuzovic 10). Assist: Italia 14 (Gambarini 5), Serbia 9 (Stanacev 9).

Negli annali rimarrà la medaglia di bronzo conquistata, merito della grande determinazione delle ragazze e non certo di altri, ma la figuraccia tattica tecnica è stata veramente imbarazzante. Il quintetto iniziale è quello solito, vale a dire Milazzo contro tutti. D’accordo che la brevilinea è sicuramente affine al corto Molino ma le quattro forzature di fila le hanno viste tutti. Il 10 a 5 del quarto minuto viene ribaltato dalla buona vena al tiro di Crudo e ai rimbalzi di Ercoli alla quale viene concesso di giocare diciamo di fisico. A quel punto la prima magata, la zona. Le tiratrici serbe si leccano i baffi e Mandic va a segno da tre e Stankovic da sotto firma il pareggio (23 a 23). I successivi 200 secondi sono il nulla,. Tiri sbagliati e palle perse soltanto. A sbloccare la situazione due liberi di Ercoli e una tripla di Peresson (32 a 29) pare l’inizio di una travolgente cavalcata ma l’ennesimo sbaglio di Milazzo (2 su 14 alla fine, ma doveva proprio essere il terminale offensivo designato?) consente all’ottima Stanacev di mandare a canestro Topuzovic. Un telecronista si lamenta per i zero punti di Penna e dei pochi servizi alla Ercoli, perché non chiedere conto al coach Molino? Il “piccolo” tecnico si traveste da mago Merlino e inserita Bonasia lascia carta bianca a Gamberini. La difesa diviene impenetrabile anche per Stankovic, alquanto maltrattata invero, e con sei punti di fila di Gamberini l’Italia vola. Si giunge sul 62 a 52 con cinque da giocare e i panni del mago stanno stretti a Molino e via in panca Bonasia, e sin qui poco male, ma in panca anche Gamberini e, tragedia, dentro Milazzo e Orazzo. In quattro minuti l’Italia perde tutto il vantaggio anzi, va sotto di uno grazie ad un canestro a centro area di Stankovic. Milazzo in quei minuti mette insieme un altro zero su quattro al tiro e i palloni serviti alle compagne, questo il compito del play, sono assolutamente non giocabili. Per fortuna Ercoli subisce fallo e dalla lunetta regala il più uno a cinque secondi dalla fine. A due secondi dalla sirena Stanacev si arresta e in sospensione mette a segno, Milazzo rotola a terra e per gli arbitri è fallo di sfondamento della Serba. La sceneggiata del coach serbo è quanto di più disgustoso si possa immaginare, viene espulso e i liberi, fatti tirare da Milazzo e non da Ercoli ad esempio, chiudono la gara. Il capo assoluto del basket pordenonese commenta così:”Napoleone soleva asserire che i generali che vincono le battaglie sono di due specie, quelli bravi e quelli fortunati.”

La Medaglia d’ora la vince non senza sorpresa la Francia. Una partita decisamente brutta, dal basso punteggio e giocata dalla Spagna con un control game che snatura le qualità della ragazze iberiche. Una partita troppo nervosa e dove ancora una volta la difesa fisica della Francia ha avuto il sopravvento. La temibile Ndour è stata sempre chiusa e raddoppiata dal cinque e dal quattro francesi ma in attacco le transalpine hanno sbagliato tanti, troppi tiri aperti. Saltiamo a piè pari la cronaca infarcita di non basket e passiamo agli attimi finali. Badiane, la migliore in questa partita, colpisce da tre con pochi secondi da giocare la Spagna ha bisogno di tre punti e si affida alla sua giocatrice di maggior classe, Romero, e la guardia non sbaglia. Anche il coach transalpino compie una “Molinata” con soli tre falli di squadra rinuncia a usare la quarta penalità per accorciare il tempo di preparazione al tiro di Romero. Nel supplementare ancora Badiane da tre e poi Turcinovic danno il vantaggio e Epoupa dalla lunetta lo conserva.

La Lettonia si classifica in quinta posizione superando la Polonia della funambolica guardia Angelika Stankiewicz, una giocatrice di sicuro avvenire, una bionda in grado di render la vita dura anche alle colorate. Ad aiutarla nel tentativo di superare le avversarie solo il play Naczk, le altre compagne non certo all’altezza. Nella Lettonia in evidenza Il centro Veidere e le molte guardie-ali sempre precise nel tiro dalla distanza e produttive in difesa.

La Russia supera con facilità la Slovacchia che deve rinunciare alla sua più carismatica giocatrice, il pivot Hruscakova, che insieme al play Balintova coistituisce un classico asse irrinunciabile. Nella fila delle sovietiche largo a tutte vista la facilità dell’impegno e tanta panca per le leader Levchenko e Razheva, due da quintetto all star. 

Finale 5°-6° posto
Polonia – Lettonia 46-60 (13-16, 28-25, 36-42)
POLONIA: Skrzecz 2, Naczk 1, Owczarzak ne, Wozniak 10, Stankiewicz 21, Szajtauer 2, Jakubiuk 2, Marciniak, Adamowicz, Puss 8, K. Jaworska ne, B. Jaworska. All. Koziorowicz.
LETTONIA: Veidere 12, A. Aizsila 2, Kreslina 20, Fomina 4, Reine, Laksa 9, K. Aizsila 3, Gutmane, Langina 2, Tomsone 5, Jakobsone 3, Dzarcane. All. Vinbergs.
ARBITRI: Monteiro (POR), Delestrée (BEL) e Nakadake (JPN).

Finale 7°-8° posto
Russia – Repubblica Slovacca 68-50 (18-6, 34-27, 55-42)
RUSSIA: Prosolupova 6, Grishkevich 6, Ryabova ne, Marchenkova 5, Degtyarsakaya, Levchenko 3, Novikova 12, Fedorova, Shchetina 8, Sych 6, Gladkova 8, Razheva 14. All. Shuneikina.
REPUBBLICA SLOVACCA: Dudasova 3, Palenikova 12, Urbaniova 3, Slamova 13, Hruscakova ne, Piperkova, Hadacova 2, Balintova 9, Ondrejkova 2, Vaigl 2, Filickova 4, Machova. All. Suja.
ARBITRI: Calatrava Cuevas (ESP), Sharapa (BLR), Johansson (SWE).

Finale 9°-10° posto
Turchia – Olanda 60-45 (26-16, 44-21, 53-35)
TURCHIA: Uca 5, Dogan, Akbas, Koksal 3, Atas 4, Bilgic 6, Sezer 4, Comba, Emirtekin 9, Cidal 2, Coklar 8, Senyurek 19. All. Okerman.
OLANDA: Hoveling, Van Veen 5, Heerschop 3, Guijt 2, Klerx 13, Schoen, De Jonge 4, Slim, Treffers 12, Vonk 1, Zappeij 5, Kannegieter ne. All. Bolman-Siderius.
ARBITRI: Isachenko (UKR), Lucis (LAT) e Tomic (CRO).

Finale 11°-12° posto
Repubblica Ceca – Ucraina 64-57 (19-11, 37-29, 49-49)
REPUBBLICA CECA: Andrelova 3, Havlikova 9, Hoskova 5, Matulkova, Vyoralova ne, Salacova ne, Adamova 1, Samkova 2, Burzova 14, Hruskova 11, Vojtikova 16, Opocenska 3. All. Ptackova.
UCRAINA: Khomiak 2, Synytsya, Ruban, Krayevska 9, Myloserdna 2, Uro-Nile ne, Yatskovets 9, Antonyuk 18, Kunda 2, Skorbatyuk 3, Gorobets 12, Stepanyuk. All. Tkachenko.
ARBITRI: Kupatadze (GEO), Tsaroucha (GRE) e Smiljanic (SRB).

Finale 13°-14° posto
Belgio – Bielorussia 47-41 (10-4, 25-14, 34-32)
BELGIO: De Baets 3, Bauters, Delaere ne, Nauwelaers 11, Bende 7, Goyvaerts 5, Lemmens 3, Bernard ne, Medjo 1, Grzesinski 5, Adams 12, Ouahabi. All. Mestdagh.
BIELORUSSIA: Karneyeva ne, Tsarevich 10, Kiuliak 2, Pratasevich ne, Lapo ne, Holubeva 10, Voishal 9, Stsiapanava, Myshapud, Papova 8, Haponava 2, Brych ne. All. Iakoubenko.
ARBITRI: Ekti (TUR), Mazzoni (ITA) e Kucerova (CZE).

Finale 15°-16° posto
Grecia – Svezia 50-59 (12-12, 23-30, 38-29)
GRECIA: Stamolamprou 9, Emmanouilidou, Kalomitsini, Priona 1, Tarla 25, Kyratzi, Ioannidou 7, Koniali 2, Farou, Angelidou 2, Tselempi 4, Stampoulidou. All. Velissarakos.
SVEZIA: Lindgren 5, Ilic ne, Claesson 16, Iderstal, Hanson 12, Modig, Johansson 1, Linden 2, Hersler 14, Jakovljevic 3, Ghebremeskel, Mirkovic 6. All. Tillman.
ARBITRI: Isachenko (UKR), Cavara (BIH) e Kukelcik (SVK).

MVP: Olivia Epoupa (Francia).francia under 20

Quintetto ideale: Olivia Epoupa (Francia), Leticia Romero (Spagna), Elisa Penna (Italia), Zofia Hruscakova (Repubblica Slovacca), Astou Ndour (Spagna).

Premio fair play: Jens Tillman (Svezia)

Federico Di Prampero: un 1 contro 1 con mio padre? Vinco io

Il talento l’ha preso tutto dal padre Stefano, uno dei giocatori più forti mai usciti dal vivaio cittadino. E sta bruciando le tappe per superarlo nella carriera. Stiamo parlando di Federico Di Prampero, classe 1995, prodotto del vivaio del Nuovo Basket, nazionale azzurro, giocatori del Casale Monferrato di Lega Gold, la vecchia A2 per intenderci, dove era nei dieci, oltre a disputare il campionato Dng.

Soddisfatto della tua stagione?

“Direi di si. Anche se da fuori può essere sembrata una stagione non positiva per il poco minutaggio, in realtà durante l’anno ho avuto una crescita esponenziale sia a livello tecnico ma soprattutto psicologico, che mi ha permesso di ben figurare quando sono stato chiamato in causa”.
Ti senti un play o una guardia?

“Sono nato guardia per eredità ed è il modo di giocare che preferisco, ma per necessità negli ultimi anni ho dovuto “imparare” a fare il play, posso e mi piace farlo quindi non escludo che in futuro potrebbe essere il mio ruolo”.
Se uscito per limiti di età dall’attività giovanile. Cosa ti aspetti ora: restare a Casale o magari scendere di categoria per giocare di più?
“Sto aspettandoDipeampero2Diprampero3 per avere una situazione più chiara sulle possibili offerte, in ogni caso la mia scelta cadrà sulla squadra col miglior progetto e che possa garantirmi un certo ruolo e minutaggio fin da subito, che potrà essere sia in Gold, Silver o DnB”.
Pordenone, Treviso e Casale, le tre società giovanili in cui hai giocato. Quali le differenze?

“Le principali differenze sono come ho vissuto le diverse società. A Pordenone il basket era principalmente un divertimento e ho raccolto i risultati che ricordo con più piacere. Treviso era ancora una delle società più prestigiose d’Italia ed è stato il palcoscenico che mi ha portato in nazionale prima e a Casale poi, il livello organizzativo era incredibile. Casale è stato il trampolino di lancio per il basket vero, dove ho avuto le prime possibilità di allenarmi e giocare con una squadra di serie A”.

L’esperienza in nazionale. E’ il top per un ragazzo?

“Sicuramente il poter partecipare ad un torneo con la nazionale o ad Europeo giovanile è motivo d’orgoglio e una delle cose più belle per un giovane giocatore di basket, nonchè il modo più diretto per confrontarsi con i migliori pari età stranieri”.

Si mormora che tuo padre Stefano possa fare il dirigente al Pienne. In quel caso potresti anche tornare per giocare in DnB?

“Le intenzioni di papà non le so e comunque non ci abbiamo mai nemmeno parlato, ma lo escludo un ritorno il prossimo anno al Pienne, nonostante apprezzi molto Cesare Ciocca come allenatore. E un Di Prampero basta e avanza per Pordenone”.

Uno contro uno tra te e tuo padre: chi vince?

“L’ultima volta ho vinto io, ma era già piuttosto appesantito. Se però mi chiedesse di fare una gara di tiro credo rifiuterei per evitare figuracce…”.

Vis Spilimbergo, è tempo di partenze. Lasciano coach Granchi e David Gaspardo

Gaspardo DavidconsoleLuca Granchi non è più l’allenatore della Vis Spilimbergo, campionato di serie C. Il coach di origine toscana ha lasciato nonostnate un altro anno di contratto, la motivazione è per problemi di famiglia, ed è rientrato in Sardegna. Lascia la Vis anche David Gaspardo (a destra), che in questa stagione ha giocato a singhiozzo per problemi di studio, per approdare da coach Andriola a Tarcento, in C regionale. Sul fronte allenatore la dirigenza spilimberghese pare intenzionata a ingaggiare un altro professionista, anche se la soluzione più verosimile è quella di un tecnico locale (cioè di Pordenone o Udine) che sia disposto ad allenare una squadra senza partiolari ambizioni e formata da giovani. I nomi circolati sono quelli di Andrea Paderni, ex Apu Udine, e Livio Consonni ( a sinistra), impegnato con la Fip regionale come responsabile della selezione femminile, ma con la possibilità di svolgere il doppio incarico.

Europei under 20, la Spagna è troppo forte e l’Italia deve accontentarsi della finale per il terzo posto (ore 18.30). In finale le spagnole trovano la Francia (oggi ore 20 e 45)

Spagna – Italia 64-46 (21-16, 40-25, 45-37)
SPAGNA: Romero 19 (8/13, 1/4), Rodriguez (0/1, 0/1), Gari, Arrojo 2 (1/5, 0/1), Esparcia 2 (0/2), Lizarazu 6 (0/3, 2/3), Montoliu ne, Pujol, Quevedo 5 (1/4, 1/2), Faussurier 4 (2/2), Zaragoza ne, Ndour 26 (8/17, 2/3). All. Caula Paretas.
ITALIA: Milazzo 11 (2/9, 1/7), Bonasia 9 (3/5, 1/2), Gambarini 9 (4/10), Orazzo 2 (1/5, 0/1), Reggiani, Crudo 2 (1/2, 0/1), Peresson 2 (1/4, 0/1), Ramò, Penna 4 (2/8), Nicolodi ne, Barberis 1 (0/6), Ercoli 6 (2/6). All. Molino.
ARBITRI: Monteiro (POR), Lucis (LAT) e Sharapa (BLR).
NOTE  Nessuna uscita per 5 falli. Tiri da due: Spagna 20/47, Italia 16/55. Tiri da tre: Spagna 6/14, Italia 2/12. Tiri liberi: Spagna 6/9, Italia 8/11. Rimbalzi: Spagna 47 (Ndour 15), Italia 40 (Ercoli 11). Assist: Spagna 14 (Romero 8), Italia 7 (Crudo 2).

Serbia – Francia 44-50 ( 18-16, 24-26, 33-34)

SERBIA: Corda 2, Crvendakic 4, Vidakovic ne, Nikolic ne, Stepanovic ne, Topuzovic 5, Stanacev 12, Vuckovic 3, Jankovic ne, Mandic 6, Stankovic 12, Boskovic ne. All. Polenek.
FRANCIA: Paget, Badiane 6, Turcinovic 12, Epoupa 13, Touré 5, Djaldi-Tabdi 6, Fagnez ne, Elenga, Millavet ne, Mané, Gaye 8, Sissoko ne. All. Fournier.
ARBITRI: Isachenko (UKR), Ekti (TUR) e Kupatadze (GEO).

La prima semifinale tra Francia e Serbia inizia con un ritmo impressionante. Domina nei primi minuti Stankovic sotto canestro stoppando per due volte il centro francese Guye mentre il play Stanacev conduce la transizione in modo ottimale (18 a 8 per la Serbia). Risponde la Francia con una bomba di Epoupa e una buona difesa che impedisce alla Serbia di andare a canestro per il resto del quarto (18 a 16). Nel secondo quarto le difese hanno nettamente la meglio sugli attacchi, non sono molti i tiri con contatti e si viaggia per diversi minuti sul punteggio si 22 pari. Solo nel minuto finale la partita riprende quota per merito delle due play, Stanacev va a segno mentre la “razzente” Epoupa sigla in contropiede il finale all’intervallo (26 a 24 per la Francia). Idem per il terzo periodo. Partita estremamente controllata con errori a ripetizione anche da pochi centimetri per parte. La Francia produce il suo massimo sforzo all’inizio dell’ultimo quarto e con sei punti consecutivi di Turcinovic va a più nove. La Serbia sospinta da Stanacev recupera sino al meno due ma è la solita Epoupa a respingere indietro le avversarie.
L’Italia proprio non ha armi per combattere contro La Spagna, enorme la differenza fisica e anche tecnica per non parlare della superiorità atletica. Gran entusiasmo all’inizio di partita con le azzurre capaci di portarsi sull’8 a 2 con Gambarini e Milazzo in evidenza. La Spagna impiega un paio di minuti per entrare in partita poi piazza un dieci a zero che spegne gli entusiasmi. Ndour stoppa chiunque e Romero inizia il suo show, (12 a 8 al 7′). Ndour esce per un piccolo riposo e si può giocare quasi alla pari ma quando rientra son dolori ben due canestri a rimbalzo offensivo. Rimaniamo in partita grazie ai liberi di Ercoli e Milazzo e alla magia allo scadere di Anto Peresson (21 a 16 in favore della Spagna). Terribili i primi due minuti della Spagna nel secondo quarto. Romero in arresto e tiro, Ndou da tre e contropiede subito dopo concluso ancora da Ndour che corre come una guardia in transizione (28 a 16). Poi cinque minuti senza Ercoli, unica dotata di centimetri, e Ndour domina consentendo a Romero di continuare a crivellare il canestro azzurro (40 a 25 all’intervallo). Il terzo periodo vede una Spagna in confusione in attacco e nei dieci minuti realizza solo cinque punti. Con un’enorme dispendio la azzurre riescono a mettere a referto dodici punti chiudendo sul 45 a 37. Nel frangente quasi tutto il peso offensivo è lasciato a Milazzo e la “tascabile” azzurra il più delle volte finisce murata. Nell’ultima parte dell’incontro Ndour diviene assoluta protagonista, rimbalzi tutti suoi, intimidazione in difesa e pure un’altra conclusione da oltre l’arco (52 a 39). Gli ultimi minuti sono del tutto ininfluenti, la Spagna controlla con tranquillità allargando il divario che alla fine è del tutto giustificato. Semifinali 5°-8° posto Lettonia – Repubblica Slovacca 60-59 (18-12, 33-32, 43-41)
LETTONIA: Veidere 2, A. Aizsila 3, Kreslina 16, Fomina, Reine ne, Laksa 9, K. Aizsila 17, Gutmane, Langina, Tomsone 2, Jakobsone 8, Dzarcane 3. All. Vinbergs.
REPUBBLICA SLOVACCA: Dudasova 7, Palenikova 6, Urbaniova, Slamova 18, Hruscakova 11, Piperkova, Hadacova 4, Balintova 13, Ondrejkova, Vaigl, Filickova ne, Machova ne. All. Suja.
ARBITRI: Calatrava Cuevas (ESP), Smiljanic (SRB) e Cavara (BIH)

Polonia – Russia 69-65 (16-14, 32-32, 45-52)
POLONIA: Skrzecz 2, Naczk 6, Owczarzak ne, Wozniak 4, Stankiewicz 19, Szajtauer, Jakubiuk 6, Marciniak 2, Adamowicz 7, Puss 23, K. Jaworska, B. Jaworska ne. All. Koziorowicz.
RUSSIA: Prosolupova 2, Grishkevich, Ryabova ne, Marchenkova 4, Degtyarsakaya 6, Levchenko 7, Novikova, Fedorova 2, Shchetina 18, Sych 6, Gladkova 8, Razheva 12. All. Shuneikina.
ARBITRI: Mazzoni (ITA), Johansson (SWE) e Tsaroucha (GRE)

L’incontro valevole per l’accesso alla finali dal quinto all’ottavo posto vede di fronte Lettonia e Slovacchia. Le Baltiche prendono di sorpresa le avversarie con un inizio ventre a terra. Il 9 a 0 del terzo minuto costringe il coach slovacco ad un time out. Le Lettoni perdono però smalto in difesa con il trascorrere dei minuti e l’asse Balintova, play, e Hruscakova, pivot, cominciano ad incidere (18 a 12 per la Lettonia). Pregevole nel secondo quarto la transizione della Lettonia che a turno porta alla conclusione tutte le giocatrici. La Slovacchia si affida sempre alle due leader e con l’aiuto di Slamova raggiungono la parità al sesto minuto del secondo parziale (25 a 25). Kate Aizsilia, la migliore della Lettonia, con i suoi dieci punti consente alla sua squadra di chiudere in avanti all’intervallo (33 a 32). Punto a punto per tutto il terzo quarto con le due squadre che accusano vicendevolmente qualche battuta a vuoto in difesa mentre le percentuali nel tiro dalla distanza calano (43 a 41 in favore della Lettonia). Un paio di minuti di dominio sotto le plance di Hruscakova consentono al Balintova di involarsi in transizione e tra liberi e canestri realizzati la Slovacchia va più otto (51 a 43). Solo a due minuti dalla fine la Lettonia si risveglia e una tripla di Jacbsone da il la alla rimonta. A 26 secondo dalla fine la Slamova pareggia (59 a 59) ma un libero di Kreslina da la vittoria alla formazione Baltica.

Nell’altro incontro per classificarsi al quinto posto la Polonia vince sorprendentemente sulla Russia. Evidentemente non smaltite le tossine della sconfitta patita dall’Italia le sovietiche consentono alle avversarie di rimanere avanti, seppur di pochi punti, per gran parte delle fasi iniziali. Tra la fine del terzo e le fasi iniziali del quarto periodo la Russia piazza un allungo che pare decisivo con cinque punti della solita Levchenko si porta sul 57 a 49. Gran reazione della Polonia, non si è ben capito perché la coach Russa abbia messo in panchina Levcheko, e a tre minuti dalla fine la partita è del tutto riaperta (57 a 57). Il concitato finale vede le russe palla in mano a 41 secondi con un punto da recuperare il pivot Razcheva realizza e porta avanti di un punto la sua squdra ma l’esterna Puss con cinque punti, bomba e sottomano vincente, consecutivi stende definitivamente la Russia.

 

Il programma di domenica 13 luglio:

Palasport Coni “Manlio Benedetti”:
ore 10.30: Grecia – Svezia (finale 15°-16°)
ore 12.45: Belgio – Bielorussia (finale 13°-14°)
ore 15.00: Repubblica Ceca – Ucraina (finale 11°-12°)
ore 17.15: Turchia – Olanda (finale 9°-10°)

Palasport Indoor “Ovidio Bernes” – Diretta su Fvgsportchannel (www.fvgsportchannel.com)
ore 14.00: Russia – Repubblica Slovacca (finale 7°-8°)
ore 16.15: Polonia – Lettonia (finale 5°-6°)
ore 18.30: Italia – Serbia (finale 3°-4°) (Diretta tv su FvgSport channel e su Sportitalia)
ore 20.45: Spagna – Francia (finale 1°-2°) (Diretta tv su FvgSport channel e su Sportitalia)

Europei under 20: grande Italia, batte la Russia e vola in semifinale

Italia20Italia-Russia 73-64 (11-17; 27-32; 48-50)
Italia: Milazzo 15, Bonasia, Gambarini 2, Orazzo 14, Reggiani, Crudo, Peresson 10, Ramò, Penna 16, Nicolodi ne, Barberis 6, Ercoli 10. Coach: Molino
Russia: Prosolupova, Grishkevich, Ryabova, Marchenkova 6, Degtyarskaya, Levchenko 8, Novikova 12, Fedorova, Shchetina, Sych 4, Gladkova 19, Razheva 15. Coach: Shuneikina.

I quarti di finale
Francia-Slovacchia 66-61
Serbia-Lettonia 79-50
Spagna-Polonia 49-35
Italia-Russia 73-64

Il programma di sabato 12 luglio:

Palasport Indoor “Ovidio Bernes” – Diretta su Fvgsportchannel (www.fvgsportchannel.com)
ore 14.00: Lettonia – Repubblica Slovacca (semifinale 5°-8°)
ore 16.15: Polonia – Russia (semifinale 5°-8°)
ore 18.30: Serbia – Francia (semifinale 1°-4°)
ore 20.45: Spagna – Italia (semifinale 1°-4°)

Palasport Coni “Manlio Benedetti”:
ore 14.00: Grecia – Belgio (semifinale 13°-16°)
ore 16.15: Bielorussia – Svezia (semifinale 13°-16°)
ore 18.30: Turchia – Repubblica Ceca (semifinale 9°-12°)
ore 20.45: Olanda – Ucraina (semifinale 9°-12°)

L’Italia supera la Russia e giocherà ora le semifinale con la favoritissima Spagna. La superiore fisicità delle sovietiche all’inizio ha fatto differenza ed anche se Ercoli e Penna si sono battute allo stremo sotto i tabelloni non l’abbiamo mai vista. Un primo quarto giocato al rallentatore (11 a 17 per le russe) poi arriva anche il momento di Antonia Peresson e le azzurre si scuotono è riescono anche ad andare in avanti grazie ad un aumento dell’aggressività difensiva. Purtroppo bisogna far riposare Elisa Penna e questo costa caro nel finale del secondo parziale che la Russia termina in vantaggio (32 a 27). Nel terzo quarto l’Italia fa fatica a trovare il giusto equilibrio, solita girandola di cambi ma la Gladkova risulta un rebus irrisolvibile per la difesa azzurra. Rientra Antonia Peresson, questa volta visto il bisogno di vincere ad ogni costo coach Molino non la lascia in panchina, e le azzurre ritrovano animo e chiudono sotto di due. Ultimo periodo palpitante con l’Italia capace di portarsi avanti con una bomba di Elisa Penna. Equilibrio per almeno cinque minuti, Barberis recupera una marea di palloni e Milazzo segna in entrata eludendo avversarie con trenta centimetri in più. A due minuti dalla fine la decisione del match: Orazzo va a segno da tre seguita da Peresson e le azzurre vanno a più cinque. La difesa si fa ermetica e nel finale due recuperi di Peresson e di Orazzo e un’imperiosa stoppata di Ercoli consegnano alle azzurre la semifinale.

 

La Francia avanza verso le semifinali. Le avversarie della repubblica Slovacca devono fare un gigantesco mea culpa per aver subito una marea di rimbalzi offensivi, proprio sotto il tabellone d’attacco la piccola Epouba ha trovato i punti decisivi. I primi due quarti all’insegna dell’equilibrio, la Francia trova due bombe dalla lunga Badiane, nell’altro versante è Balintova, mente e braccia dclla sua squadra, ad andare ripetutamente a segno in transizione. La difesa della Slovacchia si fa più efficace e la pivot Hruscacova insacca con buona percentuale dalla media distanza. All’intervallo lungo è la Slovacchia a essere avanti sempre grazie alle serpentine di Balintova, imprendibile per le avversarie francesi (32-31).

All’inizio del secondo tempo arriva l’allungo della Slovacchia, ricucito da una bomba di Toure. Partita punto a punto sino alle fasi finali dove la solita Epouba diviene feroce in difesa e con i suoi recuperi e il supporto dei rimbalzi delle compagne riesce ad amministrare l’esiguo vantaggio sino alla fine,

Serbia-Lettonia inizia con uno show al tiro delle serbe, due bombe in fila di Vuckovic scrivono il 10 a 2 e il margine non verrà più recuperato nel corso dei primi due quarti. Gran presenza sotto i tabelloni delle lunghe serbe, pregevoli i fondamentali offensivi della Aizsila, la tiratrice designata delle lettoni, che tiene perlomeno a contatto la sua squadra. Il massimo vantaggio della Serbia arriva verso la fine del secondo quarto (32 a 17), orgoglioso il ritorno della Lettonia che va all’intervallo sul 41 a 42, Nel terzo periodo la supremazia nelle vicinanze del canestro di Stankovic ( ben 25 punti alla fine del terso parziale) fa tremendamente differenza come la sagacia in regia di Stanacev. La lettonia prova a replicare con le incursioni di Laska ma l’ottima ala lettone viene ingabbiata dalle lunghe avversarie e il vantaggio serbo alla fine del terzo quarto è di quelli importanti (61 a 47). L’inizio dell’ultimo quarto vede oltre venti punti in favore delle Serbe e la partita divine quasi una formalità con le protagoniste sedute comodamente in panca.

Un quarto di finale facile facile per la Spagna che al 15′ del primi tempo conduceva già per 17 a 4 sulla Polonia. Troppa la differenza tecnica tra le due formazioni. L’inizio così agevole ha quasi scaricato le ragazze spagnole che non hanno offerto gran basket nel secondo periodo, le avversarie approfittano della situazione e anche se con gran fatica riavvicinano le Spagna (23 a 17 all’intervallo). Una lieve pressione sull’acceleratore e la Spagna vola via nella fase finale del terzo parziale, poi un’altra perdita d’efficacia dell’attacco iberico troppo incentrato, forse, nella ricerca al pivot Ndour. A sei dalla fine le polacche complice la boma della sua migliore giocatrice, Stankievicz, arrivano a meno dieci (43 a 33). La gestione dei minuti finali non riserva brutte sorprese alla Spagna che dovrà comunque innalzare il livello del suo gioco per vicere l’ennesimo alloro europeo.

 

Europeo under 20: l’Italia batte la Slovacchia e chiude il girone al secondo posto. Venerdì quarti di finale, l’avversaria è la Russia

Italia-Slovacchia 60-57 (13-8; 20-24; 42-40)
Italia: Milazzo 16, Bonasia, Gambarini 4, Orazzo, Reggiani 2, Crudo 6, Peresson 2, Ramò 3, Penna 20, Nicolodi, Barberis 1, Ercoli 6.
Slovacchia: Dudasova 3, Palenikova 3, Urbaniova, Slamova 4, Hruscakova 18, Piperkova, Hadacova 9, Balintova 17, Ondrejkova 3, Vaigl, Filickova, Machova.

La classifica del girone F:  Serbia 8; Italia e Slovacchia 6; Polonia e Ucraina 4; Olanda 2.

L’Italia supera la Slovacchia e si qualifica seconda nel proprio girone e incontrerà nei quarti la Russia. Il passaggio alla fase successiva è dunque arrivato ma fa discutere non poco la qualità del gioco della squadra azzurra.

Le scelte “particolari” del coach Antonino Molino ormai non fanno più notizia ed anche i media nazionali hanno incominciato a chiedersi quali reconditi scopi hanno le tattiche del selezionatore azzurro. Nell’incontro con la Slovacchia rinuncia quasi subito alla sua “prescelta” Milazzo e con Bonasia in campo, insieme a Penna e Ercoli le cose funzionano meglio. Poi, incredibile, dà la possibilità ad Antonia Peresson di giocare nel suo ruolo naturale di point guard, ma si premura di togliere dal campo Penna e Ercoli, il pallone finisce puntualmente sotto canestro ma Nicolodi, oltre ad essere tremendsamente lenta in difesa, non è in grado di giocare spalle a canestro in attacco e alla generosa Barberis non riescono le solite acrobazie. Così da un più nove si va all’intervallo lungo sotto nel punteggio (24 a 20 in favore delle slovacche).Il divario si allarga nel terzo quarto quando in campo ci va il quintetto ideale di Molino e si arriva anche al meno nove. Penna da il là con un canestro di gran classe e si sveglia anche la tiratrice designata Milazzo (37 a 34 al 7′). Nell’ultimo e decisivo periodo Molino si inventa un quintetto che fa acqua da tutte le parti e la Slovacchia pur giocando male rimette il naso avanti. Rientra l’unico pivot di ruolo, Ercoli, e le cose si aggiustano. Milazzo centra dalla distanza e grazie ad un bel rimbalzo di Ercoli, Penna mette a segno uno spettacolare sottomano subendo fallo (50 a 44 per le azzurre a cinque dal termine). La guardia-play Balintova non vuol sapere di mollare e superando con tutta tranquillità la difesa di Milazzo e Gamberini impatta per ben due volte prima che Penna metta in cassaforte il risultato,

La Serbia non ha grossi problemi a superare l’Olanda, un divario netto frutto di una marcatra superiorità sotto canestro. Un dato indicativo arriva guardando il computo dei rimbalzi, alla fine del terzo quarto erano ben dodici i palloni in più conquistati dalle serbe se a questo si aggiunge una migliore percentuale al tiro ecco spiegato il 55 a 36 al termine del terzo periodo. All’inizio dell’ultimo periodo esce per raggiunto limite di falli la tentacolare Stankovic e la Serbia si fa rimontare parzialmente il vantaggio che però non scende sotto la doppia cifra.

La Polonia invece deve rincorrere per ben trequarti l’inspirata formazione dell’Ucraina che pur priva della migliore marcatrice, Uro-Nile infortunatasi nell’incontro con l’Italia, comanda le operazione per ben tre quarti. Il massimo vantaggio l’Ucraina lo raggiunge all’inizio del secondo quarto (29 a 18) ma a quel punto inizia la lenta ma inarrestabile rimonta delle polacche che riecono ad andare avanti all’inizio dell’ultimo periodo e con un terrificante parziale di 19 a 3 chiudono l’incontro.

Il big match è quello tra Spagna e Turchia e nell’occasione il coach Ana Caula abbandona il control game e con un inizio fulminante affossa le avversarie, 16 a 0 il parziale rotto solo da un libero di Emirtekin che arriva solo a due minuti dalla fine del quarto. Il fischio finale (21 a 1) è quasi un sollievo per la malcapitate Turche che mettono insieme un desolante 0 su 15 al tiro.

Si inceppa per ben cinque minuti l’attacco spagnolo nel secondo quarto ma la Turchia non migliora le sue pessime percentuali. Il primo canestro delle turche arriva al secondo minuto e allora ci pensa Romero a rompere il digiuno iberico. Le rotazioni di Ana Paula non sono poi così azzeccate e anche la decisione di calare il ritmo consentono alle avversarie almeno di salvare la faccia (30 a 10 per la Spagna). L’andamento dell’incontro non cambia nell’ultima metà di gara, la Spagna ruota tutti gli effettivi e quando in campo non ci son Ndour e Romero il livello di efficacia dell’attacco si abbassa parecchio. Nel finale la Turchia lenisce la sconfitta grazie ad un vistoso rilassamento della difesa avversaria e alla rinuncia da parte di Ana Caula di impiegare le sue stelle.

 

Big Claudio analizza la situazione in casa Pienne

IMG_1410Il Basket Lecco ha scelto Coach Meneguzzo: “Progetto giovani e cultura del lavoro” La notizia è datata 9 giugno 2014, il classico esempio di iniziare la nuova stagione con una giusta programmazione. Lecco quindi da via libera all’impiego dei giovani locali, le dichiarazioni del nuovo coach non lasciano spazio a diverse interpretazioni e lo si evince quando parla di Angiolini, il capitano della scorsa stagione, la bandiera della squadra. Considerando che la prima squadra farà otto allenamenti, tra mattina e pomeriggio, l’impegnoavrebbe richiesto delle rinunce che, a 41 anni, nonsi possono chiedere.” Un programma che ricorda per filo e per segno quello del Pienne della stagione appena conclusa con la sola differenza che in casa nostra i giovani è meglio si trovino un’altra squadra. Non ci sono dichiarazioni ufficiali se non quella che da tutto il potere possibile ad un allenatore che da anni non si occupa più di settore giovanile. Le uniche nuove, bruttine, arrivano dalla rinuncia di Muner (ha accettatonobile le proposte del San Vendemiano) e di Galli. Varuzza ha provato a Chieti (legadue) e se riceverà proposte sembra intenzionato a partire. Elia Rizzetto ha già annunciato di non voler far parte della prima squadra, quindi al momento attuale a un mese e poco più dall’inizio della preparazione il Pienne si trova con i soli Nobile (a destra) e Begiqi (a sinistra) nel roster. I soliti ben informati, quelli che hanno tramato per tutto l’anno anelando disgrazie altrui, complice la fuoriuscita di Maurizio Polignano e Ermanno Sonego dal cda, danno per certa la risoluzione dei problemi economici e prevedono una grande stagione e un consenso totale attorno al messia bergamasco. I giovani pordenonesi, sempre secondo i ben informati, si uniranno, Rorai e Torre parteciperanno a un progetto comune il tutto preparato sempre dal messia bergamasco. I giovani però in prima squadra non ci sono. Begiqi forse resterà a farsi maltrattare in allenamento, di sicuro non ci sarà Francesco Rizzetto, ma quali saranno quindi i giovani? Gli unici di valore attualmente si allenano a Cordenons, società intenzionata a non far accordi e proseguire in proprio l’attività. Il progetto di far giocare quanti più pordenonesi in prima squadra è destinato a fallire miseramente se la bandiera della squadra, Andrea Muner e un altro atleta di spessore, Mattia Galli, abbandonano il progetto, e l’allontanamento è primariamente causato dalle esigenze della direzione tecnica che VUOLE allenamenti da professionisti con stipendi da poveri dilettanti. Gli indigeni rimasti ufficialmente tacciono, non è il caso di esporsi prima di aver concluso tutte le pendenze economiche. Allora analizziamo quello che resta: i soli biancorossi veraci al momento sono Colamarino e Varuzza, gli under 19 della passata stagione non hanno certo le qualità assolutamente volute dalla conduzione tecnica e quindi il bilancio è due su dieci. L’iscrizione è cosa fatta, una squadra di serie B ci sarà, ma sarà composta in larga parte da strangers. Una squadra di professionisti per un allenatore professionista, è questo la via per far crescere il basket pordenonese? Siamo proprio sicuri che gli sponsor sposeranno un simile progetto? A meno di non voler tentare il salto di categoria è perlomeno ingiusto imbottire di dobloni giocatori e tecnici del tutto estranei al tessuto sportivo provinciale.